amico_di_un_altro_pianetaAmico di un altro pianeta

È difficile spiegare come si diventa amici di qualcuno.
Sicuramente Luis aveva incuriosito molti compagni, in altri incuteva un certo timore, ma quanto all’amicizia...
Nemmeno i più poveri, i più rompiscatole, quelli con le unghie sempre sporche, avevano pensato di fare amicizia con Luis.
E non certo perché era arrivato in seconda, a metà ottobre, quando ormai si erano formati gruppetti e coppie più o meno stabili. La ragione vera stava nel fatto che Luis era un nomade, e da sempre tutti sapevano che nomade uguale ladro.

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

annibale_sul_foglioAnnibale sul foglio

Un giorno Filippo ricevette in regalo dieci foglietti di carta colorata. Non erano foglietti qualunque: erano fatti con una carta speciale che dietro aveva la colla. Se si bagnava con un po’ d’acqua, la carta si poteva incollare su un grande foglio bianco.

Così, ritagliano e incollando, si potevano fare cose bellissime. Per prima cosa, Filippo costruì una casa col tetto rosso, i muri marroni, la porta azzurra e un comignolo da cui usciva il fumo grigio chiaro. Il fumo però gli venne un po’ troppo quadrato.

 

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

Camilla e il ragno peloso

camilla_e_il_ragno_pelosoCamilla è una brava bambina. È obbediente e gentile: dice sempre “grazie”, “prego”, “buon appetito”, e non risponde mai di no. Non si arrabbia mai e non fa mai capricci. Quando non ha voglia di fare quello che le chiedono, lo fa lo stesso e mangia sempre tutto quello che ha nel piatto. Camilla non si sporca mai perché sa che una maglietta color marronefango o striata verdeerba darebbe un dispiacere alla sua mamma.

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

Cara C@rla, tua Daian@

Da: Daiana Tosetti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
A: Carla Lombi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Inviato: martedì 29/10/02 21.06
Oggetto: Sorpresa!

Illustrazione_Cara_CarlaCara Carla,
finalmente possiedo anch’io una casella di posta elettronica. Basta con le frettolose telefonate serali, con l’eco delle madri che urlano: LA BOLLETTA COOOOSTAAAA! Quindi POSSIAMO SCRIVERCI!!!! Ho conservato il tuo prezioso indirizzo da quest’estate, ma senza un computer non potevo farci granché. Speravo mi arrivasse a Natale e così è stato, in ritardo su tutti i miei compagni di classe e perfino sui bambini della scuola materna dove andavo sette anni fa. I miei genitori, come tu ben sai, sono come quegli animali molto molto lenti, non so più come si chiamano... ah, sì, i bradipi. Per giunta, a ritardo si è aggiunto ritardo perché solo ora quel mio odioso cugino di cui ti ho parlato si è degnato di venire da me a collegare il mio computer alla rete. Gli ho dovuto telefonare circa venti volte, e non sai che fatica.

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

carla_e_daiana_in_vacanzaCarla e Daiana in vacanza... da sole!

Sono le cinque del pomeriggio di una giornata piena di sole. Sul piazzale sterrato si affollano automobili e camper, gruppetti di ragazzi, famiglie e montagne di bagagli. Urla e richiami si sovrappongono in una confusione spaventosa.
Qualcuno, schermandosi gli occhi con la mano, guarda oltre la folla e le macchine, e osserva il panorama, che è fantastico. A poche centinaia di metri il torrente Pellice corre via deciso verso il fondo della vallata. Sullo sfondo, le Alpi Cozie, così vicine che sembra quasi di poterle toccare,  si innalzano appuntite e scure, e il rumore del piazzale stride contro quelle masse silenziose e immobili.
Due ragazzi in maglietta verde, calmi e rilassati come se stessero prendendo il sole sul bordo di una piscina, controllano gli arrivi, spulciando i nomi da un elenco. Sono due dei responsabili del Campus Estivo Vacanze Verdi e stranamente sembrano avere tutta la situazione sotto controllo. Fra meno di un’ora tutti i ragazzi saranno stati presi in consegna, divisi in gruppi e sistemati nei bungalows, mentre le loro famiglie saranno già ripartite.
Carla sta cercando disperatamente la sua amica del cuore, Daiana.
- Non la vedo, mamma! Ti dico che non c’è...
- Se non la smetti di agitarti giro la macchina e ti riporto indietro.
- Uffa. Però non la vedo lo stesso.
- Quella signora là con la maglia blu non è la mamma di Daiana?
- Quale? Ah, sì. Eccola! DAIANAAAAAA!
- CAAARLAAA!
- Carla, dove vai? Aiutami a scaricare i bagagli... - protesta sua madre. Ma Carla è già corsa via. Ha aspettato per mesi quella vacanza, e ora che il momento è arrivato si sente emozionata come mai nella sua vita.

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

caro_babbo_nataleCaro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
mi chiamo Michele. È un nome che non si usa più, e infatti all’asilo non ce l’aveva nessuno a parte me. Anche adesso che vado alle elementari ci sono mucchi di Lorenzo, Federico, Edoardo e Filippo, e così le maestre li chiamano per cognome per non confonderli. Questo per dire che non ti capiteranno tanti Michele, e quindi ti ricorderai più facilmente di me. Scusa tanto, ma tu sicuramente sai tutto sui nomi dei bambini perché ricevi le loro lettere. Riparto dall’inizio e quindi ti chiedo per educazione: Come va? Sarai molto occupato in questo periodo. Anche mia zia Tiziana, che ha un negozio di biancheria, ha parecchio lavoro, e dice sempre che Natale è un periodo faticosissimo perché deve tenere aperto il negozio anche di domenica e le si gonfiano i piedi. Gonfiano i piedi anche a te? Allora ti consiglio questo metodo, che mia zia Tiziana usa sempre: un bel pediluvio con acqua e sale. Lei dice che si sente rinascere. Ti scrivo non solo per darti consigli sui piedi gonfi, ma per avere qualche risposta su come devo preparare la lettera di Natale, quella con i miei desideri. Finalmente ho avuto il tuo indirizzo, che poi era veramente facile. Se solo l’avessi saputo prima ti avrei evitato la fatica di leggere telepaticamente le mie lettere collegandoti col soggiorno di casa mia. So che per te non è difficile la lettura telepatica perché ci sei abituato (me l’ha spiegato mio papà), ma avere la lettera dentro la buca è sicuramente più comodo. E poi è un gran bell’indirizzo e non vedo l’ora di scriverlo sulla busta: Gentile Signor Babbo Natale, POLO NORD, TERRA. Un indirizzo veramente forte, non come il mio che è corso Vittorio Emanuele II numero 228 bis, e poi vicino al nome della città ci vogliono altri 5 numeri che non sto qua a dirti. Tornando al perché ti scrivo con tutto questo anticipo, la mia domanda è questa: nella lettera che ti manderò tra poco devo metterci tutti i miei desideri, oppure solo quelli più importanti? Tu come ti regoli? Scegli quelli che ti piacciono di più? Vedi cosa ti resta in magazzino? Tiri a sorte? Non pensare che sia un tipo curioso. Ti faccio queste domande perché non vorrei più un pigiama felpato. Quello dell’anno scorso aveva degli orsetti gialli (ce l’ho addosso in questo momento, se puoi vedermi con la telepatia o con il satellite) e tiene troppo caldo. Inoltre ho otto anni, e alla mia età gli orsetti gialli non sono adatti. Se hai solo pigiami di questo genere, potresti anche evitare di mandarmi un pigiama. Ti prego quindi gentilmente di dirmi quante cose posso chiederti e se devo farti anche dei disegni per farti capire meglio. Non è che non mi fido, ma vorrei toglierti tutti i problemi.

Tuo affezionatissimo Michele

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

Che_fine_ha_fatto_Gatta_MartaChe fine ha fatto gatta Marta?

Gatta Marta aveva avuto un'infanzia decisamente infelice, per quello che si poteva immaginare. Venne raccattata sul marciapiede dove era rotolata, piccolissima palla pelosa, dopo essere stata investita da un’auto.

Submit to FacebookSubmit to Google Plus

Questo sito utilizza i cookie per gestire la navigazione ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookie sul vostro dispositivo. Informativa privacy.

  Accetto i cookie da questo sito.