Che_fine_ha_fatto_Gatta_MartaChe fine ha fatto gatta Marta?

Gatta Marta aveva avuto un'infanzia decisamente infelice, per quello che si poteva immaginare. Venne raccattata sul marciapiede dove era rotolata, piccolissima palla pelosa, dopo essere stata investita da un’auto.

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PiazzaPalettaNumero1Piazza Paletta numero 1

Abito in piazza Ernesto Paletta. Al numero 1.
In piazza Paletta non ci sono altri numeri, né pari né dispari, perché c’è solo il mio condominio. E intorno, un bel niente. A parte la strada, naturalmente. In lontananza si vedono altre case alte, una fabbrica con delle ciminiere spente, una gru che a Natale si illumina di lucine, e dietro la gru le montagne. È davvero un bel panorama e, quando c’è il sole, il condominio di piazza Paletta splende dentro e fuori.

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Un silenzio pieno di storie

Il paese aveva un nome strano: Vidiciatico. Si diceva che molti secoli prima, su quelle montagne, vivessero dei briganti ferocissimi. Armati di fucili, si nascondevano in mezzo ai castagni e aspettavano i viandanti e i pellegrini che andavano verso Roma. Appena i malcapitati arrivavano a tiro, li accerchiavano e, minacciandoli con lo schioppo, li derubavano. Si diceva anche che il più terribile e malvagio di loro fosse un tale Ciatico, che nessuno aveva mai visto in faccia, o se qualcuno l’aveva visto non era più tornato a raccontarlo. (...) Forse perché il nome del paese è strano, qui ai bambini si danno nomi ancora più strani (...).
Per questo a Vidiciatico vive un ragazzino che di nome fa Gisberto e non Mario o Paolo o Carlo. Nel paese di Gisberto, quando si nomina qualcuno davanti al nome si mette l’articolo, anche se il maestro dice che è sbagliato, ma poi l’articolo ce lo mette anche lui. Quindi di fianco a casa del Gisberto abita l’Ermete, e subito dietro vive l’Eliano, che sono più grandi. I suoi amici, il Vanes e l’Eridano, abitano dall’altra parte del paese.

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Storie per gioco

Storie per gioco Nuova edizioneUn’oca grassa e morbida prendeva il fresco seduta su un bel prato, a pochi metri da un ruscello. Ogni tanto si stiracchiava, si guardava intorno e pensava: “Ma guarda un po’ che bel panorama. E come è verde quest’erba: mai vista un’erba così scintillante”. Le venne da sbadigliare e sbadigliò.

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storie_per_giocoStorie per gioco

Da: LA BANDA DEL VETRO ROTTO
C’era una volta un paese senza angoli. Era un paese davvero originale e i suoi abitanti ne andavano molto fieri. Naturalmente il sole era rotondo, come dappertutto, ma qui era particolarmente rotondo. La luna era sempre piena, e questo può sembrare bizzarro a noi, ma non agli abitanti di quel paese che ormai erano abituati.

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la_nonna_di_elenaLa nonna di Elena

Io ho una nonna completamente pazza. Se guardo mia madre (che poi è sua figlia), non riesco a capire come abbia potuto diventare così, tutta ordinata e tranquilla, con una madre come mia nonna. Non so se mi avete capito.
Da quando è morto mio nonno, la nonna abita nella mia stessa via, il portone accanto. Mia mamma dice sempre che quando si è liberato quell’appartamento nel palazzo di fianco al nostro, ha insistito per farci venire la nonna, perché così era più facile tenerla d’occhio. Dice anche che mio papà non era molto d’accordo.

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piccole_storie_mattePiccole storie matte

I gamberetti erano molto dispettosi. Gli altri pesci stavano alla larga da loro, perché erano stufi dei loro stupidi scherzi.
“Arrivano i pescatori!” e non era vero niente.
“C’è uno squalo!” e poi non era vero niente.
“Sulla spiaggia qui davanti vogliono cucinare pesce alla griglia!” e poi non era vero niente.
Nessuno riusciva a farli smettere perché loro erano tantissimi: siepi lunghissime di gamberetti dappertutto, muri di gamberetti ovunque, code di gamberetti che spuntavano da ogni scoglio.

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