io_ho_un_cane_magicoIo ho un cane magico

Io ho un cane magico, anche se questo è un segreto. Si chiama Fillo e conosce tutte le lingue del mondo. Ai giardini trova cose speciali che fa vedere solo a me e se qualcuno ha bisogno di aiuto fillo ha sempre la soluzione.

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il_mistero_di_castlemoorIl mistero di Castlemoor

La notte tra il 15 e il 16 agosto di un anno imprecisato. Roteando il capo, sir Horace battè violentemente il tacco sul pavimenti, Il ruomore rimbombò a lungo nel salone. Il peggio doveva ancora venire.
- Un venditore di polli! - urlò. - Uno spennatore di volatili. Un misero ammazzagalline! E voi, i nobili discendenti di Galahad e Lancillotto, umiliati come mocciosi! Sconfitti da... da... un... -. La parola era troppo greve da pronunciare. - Un plebeo! Un popolano dalle mani callose grondanti fegatelli di pollame! Il vostro nobile sangue mischiato a quello dei pennuti da cortile. Ancora una volta! ANCORA UNA VOLTA!

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tre_paia_di_occhi

Tre paia di occhi

Io sono nato in questo quartiere. Siamo in periferia, ma non ci sono case molto alte. Villette con un pezzetto di prato sul davanti e vialetti asfaltati con pochi alberi e molte cacche di cane. Papà dice che dove stiamo noi non sembra neppure di stare in città, perché ci si conosce tutti, i bambini vanno a scuola da soli ed è quasi come vivere in un paese piccolo.
La mia scuola è a trecentocinquantanove passi da casa mia. L’anno scorso era a trecentottantadue, non perché hanno spostato la scuola, ma perché quest’estate sono cresciuto un po’ e quindi faccio i passi più lunghi. Il giorno dei sette piccioni morti ero più o meno a metà strada perché avevo fatto centottantaquattro passi.

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mimi_che_nome_eMimì, che nome è?

Lorenzo entra in casa e lancia lo zaino sul pavimento: è finita la scuola.
Per l’estate ha un sacco di programmi fantastici. Forse troppi.  Come sempre, non riuscirà a fare tutto quello che ha in mente, ma sarà libero di organizzarsi le giornate. E poi suo padre sta per regalargli una bici nuova. Una mountain bike grigia e rossa. La bici è ancora nel negozio, ma è come se fosse già sua. Uno dei prossimi giorni papà si avvicinerà con aria indifferente e dirà: “Perché non andiamo a fare un giretto?”, e insieme andranno nel negozio di bici sul corso. I ragazzi, giù in cortile, lo invidiano da morire.

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operazione_briocheOperazione brioche

È la fine di aprile, e se fossimo in un altro tempo, vedremmo svolazzare nell’aria il polline degli alberi. Ma non ora: non ci sono alberi in nessun luogo conosciuto. Con una sola eccezione: la Zona Proibita. Là ci sono alberi, fiori ed erba, per quanto se ne sa. La Zona Proibita è una specie di gigantesca serra, e ciò che essa contiene è un grande monumento alla memoria.

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amico_di_un_altro_pianetaAmico di un altro pianeta

È difficile spiegare come si diventa amici di qualcuno.
Sicuramente Luis aveva incuriosito molti compagni, in altri incuteva un certo timore, ma quanto all’amicizia...
Nemmeno i più poveri, i più rompiscatole, quelli con le unghie sempre sporche, avevano pensato di fare amicizia con Luis.
E non certo perché era arrivato in seconda, a metà ottobre, quando ormai si erano formati gruppetti e coppie più o meno stabili. La ragione vera stava nel fatto che Luis era un nomade, e da sempre tutti sapevano che nomade uguale ladro.

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Cara C@rla, tua Daian@

Da: Daiana Tosetti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
A: Carla Lombi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Inviato: martedì 29/10/02 21.06
Oggetto: Sorpresa!

Illustrazione_Cara_CarlaCara Carla,
finalmente possiedo anch’io una casella di posta elettronica. Basta con le frettolose telefonate serali, con l’eco delle madri che urlano: LA BOLLETTA COOOOSTAAAA! Quindi POSSIAMO SCRIVERCI!!!! Ho conservato il tuo prezioso indirizzo da quest’estate, ma senza un computer non potevo farci granché. Speravo mi arrivasse a Natale e così è stato, in ritardo su tutti i miei compagni di classe e perfino sui bambini della scuola materna dove andavo sette anni fa. I miei genitori, come tu ben sai, sono come quegli animali molto molto lenti, non so più come si chiamano... ah, sì, i bradipi. Per giunta, a ritardo si è aggiunto ritardo perché solo ora quel mio odioso cugino di cui ti ho parlato si è degnato di venire da me a collegare il mio computer alla rete. Gli ho dovuto telefonare circa venti volte, e non sai che fatica.

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