Il vero nome di Lupo Solitario

il_vero_nome_di_lupoAppena sente il suono della campanella di fine mattina, Elisa caccia quaderni, diario e astuccio nello zaino e si catapulta fuori. Non aspetta nessuno, e non c’è nessuno che l’aspetta. Anche se ha appena compiuto dieci anni, torna a casa da sola perché abita a quattro isolati dalla scuola.
Da un paio di giorni si è alzato un vento forte che solleva la polvere ma pulisce il cielo dalle nuvole. Nell’aria vorticano le foglie già ingiallite e contro il marciapiede si accumulano cartacce e rifiuti. Un granello di polvere le finisce tra l’occhio e la palpebra, e la fa lacrimare. Lungo i muri che costeggiano la scuola, sventolano brandelli di manifesti. Annunciano un centro di assistenza appena inaugurato e invitano ad offrire aiuto. Il vento li fa somigliare a bandiere tristi.
La scuola è iniziata da poco più di un mese e Elisa è già stufa. Non della scuola in sé, ma delle novità, che non sono piacevoli per niente. Prima di tutto Laura, la sua cara Laura che era la sua migliore amica dal primo anno di asilo, si è trasferita a Biella o da quelle parti. Quando se n’è andata a fine giugno, a scuola finita, nessuna delle due ha resistito: si sono messe a piangere e come potevano consolarle le frasi della mamma di Elisa (“Vi vedrete ancora, vi telefonerete, o magari è l’occasione buona per cominciare a scrivere delle lettere...”)?
Lettere? Telefonate?  A loro, che erano più che amiche, più che sorelle, più che tutto insomma?
Mentre cammina veloce verso casa, Elisa fa fatica a ricordare la faccia di Laura, e questo le fa venire una rabbia tremenda: come è possibile che in pochi mesi la faccia di Laura stia già sbiadendo nella memoria?
- Elisa! Elisaaaa!
È quel gran scocciatore di Tommy che si è lanciato al suo inseguimento. Fortuna che fra due minuti Elisa sarà arrivata al portone di casa. Tommy ha mollato lo zaino a suo padre (eccolo là, quel signore pelato con gli occhiali grossi come due ruote di bicicletta che arranca in fondo alla strada) e adesso l’ha raggiunta.
- Elisa! Uff. Sei sorda?
- No, ci sento benissimo. Che c’è?
- Niente - fa lui. - Volevo solo fare la strada insieme...
- Io sono praticamente arrivata - risponde Elisa secca.
Tommy ha già iniziato a parlare. Lui non ascolta mai, parla e basta. - Volevo chiederti di quello nuovo... quello che è arrivato oggi.
- E allora?
- È un tipo strano, no?
- Strano? - fa lei. - Perché?
- È più grande di noi. Mooolto più grande di noi. Ha già fatto la quinta una volta - aggiunge abbassando la voce.
- È ripetente. Si dice ripetente. E non capisco cosa ci sia di strano. La maestra Patrizia ha detto che ha vissuto in... insomma, in un altro posto. E’ per quello che ha perso un anno. Ha solo un anno più di noi, quindi non è moooolto più grande. E comunque io sono arrivata - dice Elisa suonando il citofono.

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