Un silenzio pieno di storie

Il paese aveva un nome strano: Vidiciatico. Si diceva che molti secoli prima, su quelle montagne, vivessero dei briganti ferocissimi. Armati di fucili, si nascondevano in mezzo ai castagni e aspettavano i viandanti e i pellegrini che andavano verso Roma. Appena i malcapitati arrivavano a tiro, li accerchiavano e, minacciandoli con lo schioppo, li derubavano. Si diceva anche che il più terribile e malvagio di loro fosse un tale Ciatico, che nessuno aveva mai visto in faccia, o se qualcuno l’aveva visto non era più tornato a raccontarlo. (...) Forse perché il nome del paese è strano, qui ai bambini si danno nomi ancora più strani (...).
Per questo a Vidiciatico vive un ragazzino che di nome fa Gisberto e non Mario o Paolo o Carlo. Nel paese di Gisberto, quando si nomina qualcuno davanti al nome si mette l’articolo, anche se il maestro dice che è sbagliato, ma poi l’articolo ce lo mette anche lui. Quindi di fianco a casa del Gisberto abita l’Ermete, e subito dietro vive l’Eliano, che sono più grandi. I suoi amici, il Vanes e l’Eridano, abitano dall’altra parte del paese.

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