I fratelli Wilson e la Porta Magica

la_porta_magicaTre settimane dopo il compleanno di Lillian i signori Wilson morirono in un incidente aereo. La tragedia fu riportata su tutti i giornali, soprattutto quelli inglesi e italiani, visto che si trattava di un volo serale Londra-Roma.
Quando arrivò la notizia a nonna Virginia, era notte fonda. Ma lei decise che non era il caso di svegliare i ragazzi. Samuel junior, Brian, Margareth e Elisabeth lo seppero alle sette del mattino, quando si alzarono. Nonna Virginia decise anche che non era il caso di dirlo a Lillian, per ora. Ma lei lo capì ugualmente.
Era un venerdì mattina. Quel giorno divenne il loro confine: la spaccatura tra il prima e il dopo.

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Nonna Virginia amava le regole. Era una donna di scienza, in fin dei conti, e detestava l’improvvisazione, la confusione, la sregolatezza. “Oltre le regole c’è solo il caos”. O il caso, che del caos è fratello, oltre che anagramma.
La vita dei ragazzi Wilson venne organizzata in base a regole semplici e ferree. Sveglia, colazione, scuola, compiti, sport.
I cinque Wilson andavano a nuoto in massa, perché quello era l’unico sport che nonna Virginia concepiva. Detestava i giochi di squadra (“un’inutile e caotica socializzazione”), quindi Brian, che suo padre già sognava nella squadra di basket dell’Ucla, una delle migliori università americane, aveva dovuto smettere di allenarsi. E Samuel, che era stato per alcuni anni il fiore all’occhiello di una piccola palestra di judo, (“un postaccio”), aveva mollato tutte le sue cinture in cambio di un paio di costumi da bagno. Margareth aveva smesso di frequentare le lezioni di ginnastica ritmica, (“un’accozzaglia di patetici saltelli”) ma per sua fortuna senza grossi rimpianti. Non che il nuoto le piacesse di più: odiava la puzza di cloro della piscina. Elisabeth non aveva mai espresso un parere in proposito, mentre la piccola Lillian era un vero e proprio pesce: era l’unica a manifestare entusiasmo per l’attività sportiva della tribù Wilson. Ma anche se così non fosse stato, nonna Virginia ce l’avrebbe mandata ugualmente.

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