tutta_colpa_di_un_caneTutta colpa di un cane

I genitori di Amelia hanno un enorme negozio di ferramenta proprio sotto casa, e quasi sempre Amelia fa i compiti nel retro, dove c’è un grosso tavolo pieno zeppo di roba: chiodi, limatura di ferro, chiavi, viti e attrezzi dagli usi più strani. Intorno, infiniti scaffali, e sugli scaffali, scatole ordinate ed etichettate. A furia di stare in negozio Amelia ha imparato quasi tutto quello che c’è da sapere sulla ferramenta, e non è cosa da poco. Per esempio, tutti pensano che una vite sia una vite e basta. Ma ci sono mille tipi di viti: viti con la testa sagomata, viti a canalino, viti a testa zigrinata, viti per giunzioni mobili. Amelia sarebbe in grado di elencare decine e decine di viti. Per non parlare dei chiodi, delle pinze, delle chiavi inglesi.
Amelia è grassa, e non è neanche molto popolare a scuola. È probabile che le due cose siano collegate, ma lei sa benissimo che c’è dell’altro. Alle elementari non era certo la cocca dei maestri. Amelia ha quel che si definisce un carattere difficile. Ovviamente lei non sarebbe affatto d’accordo, perché a suo modo di vedere il suo carattere è semplicissimo, se uno si sforza di capire quello che ha da dire. Ma è piuttosto raro che qualcuno si sforzi. E del resto il padre e la madre di Amelia la capiscono perfettamente, il che è magnifico. E poi è convinta che si possa benissimo fare a meno di sorrisi e smancerie: la gente, prima o poi, ti delude sempre.
Ad un certo punto, per motivi che non dipendevano affatto dalla sua volontà, Amelia è stata costretta a frequentare Umberto. Non ci sono al mondo due persone più diverse di Amelia e Umberto. Improbabile perfino che ce ne siano in tutto il resto dell’universo, che secondo Amelia è abitato, anche se non si sa da chi.

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