La terra sotto i piedi

LaTerraSottoIPiediIl campo del ghetto Novo era tagliato orizzontalmente da un denso strato di nebbia bassa. Samuel se ne stava riparato dietro un pilastro del portego, a osservare, sotto lo spazio ovattato del campo, gli zoccoli degli erbaroli che preparavano i banchi, le babbucce chiare dei mercanti levantini, i bordi agitati delle sottane delle donne. Le uniche teste visibili erano quelle delle oche.

– Una nebbia ad altezza d’oca – pensò. Era da poco passata l’alba, e ancora non gli arrivava, dalle basse porte affacciate sulla riva del canale, l’odore della focaccia…

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