Il romanzo, come una volta di Letizia Bolzani

senza_nulla_in_cambioGeronimo letteratura, mercoledì 8 settembre 2010

    C’è qualcosa di nuovo nell’editoria per ragazzi: romanzi con dentro delle storie. Storie ambientate nella Storia, che raccontano passioni, lotte per la giustizia, fughe e amori. Come nell’Ottocento, insomma. Non sono costruiti attorno ai problemi del nostro tempo (anoressia, bullismo, droghe o multiculturalità, per compiacere i docenti che amano le letture a tema), non strizzano l’occhio al sesso e alla trasgressione (come il proliferare di libretti sulla “prima volta” e affini). Soprattutto sono scritti (bene) da autori che non scimmiottano il linguaggio adolescenziale. La cosa incredibile è che ai ragazzi questi romanzi piacciono. Ve ne presenteremo qualcuno, soffermandoci in particolare su Senza nulla in cambio (San Paolo), scritto a quattro mani da due tra le più importanti e pluripremiate scrittrici italiane per ragazzi: Anna Lavatelli e Anna Vivarelli, ospiti della trasmissione.

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    Per il secondo anno consecutivo Anna Lavatelli e Anna Vivarelli nel loro sodalizio come scrittrici ci portano a viaggiare nel tempo. Prima, con il romanzo Chiedimi chi sono (San Paolo, 2009) in un turbillon di avventure lungo i percorsi del grand tour affascinati dalla vicende di un giovane nobile e del suo servitore e amico. Ora con Senza nulla in cambio ci si trova catapultati in pieno Risorgimento a vivere il palpitare del cuore dei nipoti dei due amici, cuori che palpitano per amore, per passione, per un0idea nuova di libertà e d’Italia. Anna Lavatelli e Anna Vivarelli ci hanno regalato un’intervista. Ecco qui le loro riposte.

    Dopo Chiedimi chi sono siete tornate al romanzo storico con una vicenda che in un certo senso è il seguito del libro uscito lo scorso anno ma che, allo stesso tempo, si può anche leggere in modo totalmente autonomo e scollegato. come è nata l’idea di questo romanzo? Come avete individuato il periodo e i luoghi? 

    ANNA VIVARELLI:Senza nulla in cambio non può essere considerato un vero e proprio sequel perché dal viaggio di Dionigi e Filiberto sono trascorsi sessant’anni, e dunque quasi tutti i personaggi di Chiedimi chi sono sono morti da un pezzo. Ma alcuni li ritroviamo, invecchiati e cambiati, accanto ai due nuovi protagonisti, due fratelli molto diversi per età e destino. Non è un diario, stavolta, ma un vero e proprio romanzo ottocentesco, ricco di fughe, sparizioni, amori passionali, e soprattutto passione politica. La Storia con la esse maiuscola è molto più che uno sfondo: si è conclusa da qualche anno la parabola di Napoleone, e a Torino esplodono i primi moti studenteschi.

    ANNA LAVATELLI: Il romanzo è partito dall’amore per i personaggi di Chiedimi chi sono: Dionigi, prima di tutto, e poi Filiberto e Leopoldina. Ci siamo chieste quale sarebbe stato il loro futuro, di quali avvenimenti sarebbero stati testimoni, che cosa sarebbe accaduto alla loro progenie. Spingendoci un po’ più in là con lo sguardo, abbiamo visto che si poteva arrivare ai nipoti e, storicamente, ad un momento che entrambe abbiamo nel cuore: i primi moti rivoluzionari a Torino, nel 1821. Di quei fatti si parla poco, perché la storia ufficiale non ama i perdenti. Ma dal punto di vista letterario, questi uomini che rischiarono la posizione sociale, i beni di famiglia e perfino la vita, senza chiedere né ricevere nulla in cambio, sembravano fatti apposta per noi.

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