Caro Babbo Natale - Isabella Paglia

caro babbo natale“… Caro Babbo Natale, scusa se ti scrivo di nuovo ma ho ricevuto la tua risposta ed ho pensato che ti eri offeso perché avevo criticato il pigiama con gli orsetti giallo ( …) Per ora non hai risposto alle mie domande ed io dovrei sapere alcune cose prima di mandarti la lettera di Natale (… )

Io l’altra volta non te ne avevo parlato perché era una cosa molto difficile per me, però questa storia del calcetto non la sopporto proprio.
Io sono una schiappa ma proprio una schiappa totale.
Non sono neanche stato lì a dirti che sono un po’ grasso.
Del resto puoi capirmi perché non sei magro neache tu!..”

Michele vuole conoscere meglio il simpatico buon omone vestito di rosso ma la risposta alla sua prima lettera non o soddisfa, così scrive subito di nuovo.

Lo scambio di lettere tra i due continua, ma Babbo Natale si rivela meno cordiale del previsto fino a che …
Il divertente finale lo dovete scoprire da soli!
Scrivere per i bambini la: letterina a S.Lucia, a Gesù Bambino o a Babbo Natale è di fondamentale importanza per quello che viene chiamato:”il lessico psicologico” parte dello sviluppo di crescita di ogni bambino, ossia il parlare con “la mente” ascoltando e traducendo in parole le emozioni  e i desideri del proprio mondo interiore.
Caro Babbo Natale è il: ”ti racconto“ ma è soprattutto prima: “mi racconto, traduco il mio cuore, il mio animo…”
Azzeccata l’idea di questo diario, un viaggio di scoperta interiore del bellissimo mondo di Michele ma anche esteriore con rivelazioni eclatanti!
"Caro Babbo Natale", vincitore dell’edizione 2010 Premio Letterario “Storia di Natale”, è un'irriverente diario natalizio, illustrato da AntonGionata Ferrari come ci trovassimo di fronte ad un quaderno a righe della primaria con bozzetti, schizzi, freccette a colori molto accattivanti e impossibili da non amare.
Un libro tutto dalla parte dei bambini, quelli ormai “grandi” che non sono disposti  a lasciarsi prendere in giro ma che rimangono testardamente decisi a vivere la magia del Natale, costi quel che costi.

Isabella Paglia

da: bookavenue

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Caro Babbo Natale - torinobimbi.it

caro babbo nataleUn libro di piccolo formato, per riflettere sul contenuto delle lettere inviate a Babbo Natale e più in generale sulle domande dei bambini, che si aspettano risposte “vere”. Anche un libro per sorridere con i nostri bambini e rimanerci anche “un po’ male” perché ci aspetteremmo un finale più “natalizio”. Ma l’Autrice, Anna Vivarelli, ha scelto la strada dell’irriverenza e il finale è la coerente conclusione della storia.

Michele scrive a Babbo Natale con largo anticipo perché vorrebbe avere dei chiarimenti su come regolarsi in occasione della lettera “vera”, ad esempio, rispetto al fatto di fare l’elenco di tutti i desideri o scegliere i più importanti e coglie anche l’occasione per ricordare a Babbo Natale che certi pigiami felpati e certi maglioni a rombi di lana che punge non sono il regalo più gradito.

In risposta, Michele si vede recapitare una breve lettera in cui Babbo Natale lo ringrazia per avere scritto, si raccomanda di ubbidire ai genitori e afferma che cercherà di accontentare tutti i bambini. Michele si stupisce di non avere ottenuta la minima risposta alle sue domante e si pone il dubbio di aver offeso Babbo Natale con la storia del pigiama felpato. Quindi, scrive una nuova lettera in cui esprime i suoi dubbi, racconta di sé e pone nuovamente le domande.

Riceve la stessa identica risposta. Michele è perplesso ma continua a scrivere e a raccontare di sé.

Giunti al momento in cui scrivere la lettera definitiva, quella per cui aveva cominciato con largo anticipo, la delusione sarà manifesta ma la reazione costruttiva.

A questo punto non mi rimane che concludere, augurandovi un Buon Natale, ricco di tempo da dedicare alle storie.

da: torinobimbi.it

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Caro Babbo Natale - zazienews

caro babbo nataleTutti sanno che il nostro affezionato Babbo Natale è anche conosciuto con il nome di Santa Klaus, che a sua volta deriva da Sinter Klaes, ossia il nome olandese di San Nicola, l’antico santo patrono dei bambini dei navigatori e dei commercianti (lo si direbbe ancora oggi!).
Ma forse non tutti sanno che è proprio nella notte fra il 5 e il 6 dicembre che, fin dal Medioevo, il canuto benefattore elargiva i suoi doni ai bambini buoni e più bisognosi. Quanti secoli, quante usanze diverse, religiose e non (ma i doni non li portano anche Gesù Bambino il 25 dicembre, nonché la Befana e i Re Magi il 6 gennaio?), e quante trasformazioni “pubblicitarie” si sono innestate su quest’antica credenza!
Difficile venirne a capo con coerenza, allora è forse meglio scherzarci su come fa Anna Vivarelli nel suo delizioso Caro Babbo Natale, vincitore del premio Storia di Natale 2010 dell’editore Interlinea e pubblicato su “carta di quaderno” con le spiritose illustrazioni di AntonGionata Ferrari.
Che cosa scrivere nella lettera da indirizzare a Babbo Natale, si domanda Michele di otto anni: delle “bugie” edificanti come quelle che richiede la maestra nell’annuale lettera-tema, infarcita di errori di ortografia e pensieri caritatevoli, o la cruda verità: tutti (i maschi) vogliono un dischetto della play? E poi, quanti desideri si possono esprimere e in che ordine? Di grandezza, d’importanza? Come evitare maglioni e pigiami felpati? Ma perché Babbo Natale risponde ad ogni missiva con un comunicato prestampato che alimenta i dubbi dei bambini piuttosto che scioglierli?
Se una risposta non l’otterremo dalla lettura di questo breve ma incalzante scambio epistolare, non avremo miglior fortuna tentando una comunicazione più moderna e sintetica con il barbuto vecchietto: inutile domandarsi Ma Babbo Natale non ce l’ha il cellulare?, come recita il titolo di un divertissment natalizio firmato qualche anno fa da Emanuela Da Ros per i tipi di Nuove Edizione Romane. Qui a doversi sforzare di scrivere una lettera al giorno a Babbo Natale per esprimere desideri e pensieri, come compito scolastico durante i ventiquattro lunghi giorni dell’avvento, sono sia lo svogliato Fabrizio che la sua compagna di origine marocchina Hayet. Ogni lettera è il pretesto per raccontarsi con un tono spiritoso e un po’ irriverente, che in fondo non stona con il clima di gioco e piacevole attesa che anima le settimane che precedono il Natale.
Virginia Stefanini

da zazienews

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Libri per bambini: “Caro Babbo Natale” di Anna Vivarelli

caro babbo nataleCaro Babbo Natale è la raccolta di letterine che il piccolo Michele di 8 anni indirizza a Babbo Natale nel tentativo di trovare risposte ai suoi quesiti di bambino sveglio che vuole credere a Babbo Natale sì ma ci sono delle cose che non gli sono poi così chiare…“Caro Babbo Natale […] Tornando al perché ti scrivo con tutto questo anticipo, la mia domanda è questa: nella lettera che ti manderò tra poco devo metterci tutti i miei desideri, oppure solo quelli più importanti? Tu come ti regoli? Scegli quelli che ti piacciono di più? Vedi cosa ti resta in magazzino? Tiri a sorte? Non pensare che sia un tipo curioso”.

Lo stile scanzonato e l’esilarante allegria di questo testo vi travolgerà e renderà certamente l’esercizio della lettura un vero piacere per il vostro bambino.
Caro Babbo Natale di Anna Vivarelli è stato edito da Interlinea nel 2010 ed ha vinto l’edizione del premio “Storia di Natale” nel medesimo. Un anno ricco di avvenimenti per la scrittrice italiana che sempre nel 2010 aveva vinto anche il premio Andersen.
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Caro Babbo Natale

caro babbo natale Caro Babbo Natale, mi chiamo Michele e ho otto anni. Da quando ho scoperto il tuo indirizzo, che è veramente forte (Babbo Natale, Polo Nord, Terra), ho deciso di inviarti una lettera, che certamente è più comoda della lettura telepatica con il mio salotto. Innanzitutto, come va? Ti si gonfiano anche a te i piedi in questo periodo, come a mia zia Tiziana? Ti scrivo non solo per darti consigli sul pediluvio, ma perché vorrei che rispondessi alle mie domande: come vuoi che preparo la lettera di Natale? Devo metterci tutti i miei desideri o solo quelli più importanti? Tu come ti regoli? Vorrei saperlo, non perché sono un tipo curioso, ma perché non vorrei più ricevere regali che non mi piacciono.

Sai, magari lassù al Polo Nord i maglioni a rombi vanno molto di moda, ma qui da noi preferiamo le felpe con la cerniera. E nemmeno vanno bene i pigiami con gli orsetti, alla mia età non sono adatti. Puoi anche non mandarmi nessun pigiama, per me non è un problema. Ah, per favore, puoi non mandarmi più le scarpe da calcetto? A me il calcetto fa proprio schifo, sono i miei genitori che mi obbligano ad andarci, e oltretutto le scarpe che mi hai regalato l’anno scorso mi sono strette. Non è che non mi fido di te, però vorrei toglierti tutti i problemi.

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Caro Babbo Natale - Vivarelli vince il premio racconto di Natale 2010

caro babbo natale In passato era toccato ad altri celebri scrittori di libri per ragazzi come Piumini, Quarzo, Milani, Lavatelli; quest’anno tocca ad Anna Vivarelli e al suo “Caro Babbo Natale” vincere il premio “Storia di Natale”.

Con “Caro Babbo Natale” quest’anno Anna Vivarelli ha vinto l’edizione del premio “Storia di Natale” 2010. Un anno ricco di avvenimenti per la scrittrice italiana che sempre nel 2010 aveva vinto anche il premio Andersen.
Questa volta con questa storia Vivarelli ci consegna un libro che non solo è divertente ma addirittura esilarante. Per protagonista c’è un bambino italiano che inizia a scrivere lettere a Babbo Natale. Le lettere sono l’una più divertente dell’altra in un crescendo ritmico e di toni gioiosi.

Qualcuno lo ha definito un libro politicamente scorretto creato a posta per mettersi dalla parte dei bambini. Un libro che si potrebbe definire generazionale. Per bambini che non scendono a compromessi e a cui non la si racconta. Altro che credere a Babbo Natale!

Eccovi un piccolo esempio di ciò che potrete trovare nel libro o, meglio, una delle lettere:
“Caro Babbo Natale, mi chiamo Michele. È un nome che non si usa più, e infatti all’asilo non ce l’aveva nessuno a parte me. Anche adesso che vado alle elementari ci sono mucchi di Lorenzo, Federico, Edoardo e Filippo, e così le maestre li chiamano per cognome per non confonderli. Questo per dire che non ti capiteranno tanti Michele e quindi ti scorderai più facilmente di me. Scusa tanto, ma tu sicuramente sai tutto sui nomi dei bambini perché ricevi le loro lettere. Riparto dall’inizio e quindi ti chiedo per educazione: come va? Sarai molto occupato in questo periodo. Anche mia zia Tiziana, che ha un negozio di biancheria, ha parecchio lavoro e dice sempre che Natale è un periodo faticosissimo perché deve tenere aperto il negozio anche di domenica e le si gonfiano i piedi. […] Tornando al perché ti scrivo con tutto questo anticipo, la mia domanda è questa: nella lettera che ti manderò tra poco devo metterci tutti i miei desideri, oppure solo quelli più importanti? Tu come ti regoli? Scegli quelli che ti piacciono di più? Vedi cosa ti resta in magazzino? Tiri a sorte? Non pensare che sia un tipo curioso”.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Anche questo, come molti altri, sono libri adatti non solo ai bambini, ma anche e soprattutto agli adulti che con i bambini hanno a che fare.
E allora buona lettura. E buon 2011 in compagnia di “Libri dei Ragazzi”!

Tratto da: LIBRI DA RAGAZZI

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Caro Babbo Natale - Ho scritto a Babbo Natale

caro babbo nataleCosa succede ad un bambino di 8 anni che decide di intrattenere una corrispondenza cartacea con Babbo Natale? Capita che, dopo lo scambio di alcune lettere, il bambino decida di trovarsi un nuovo e diverso amico di penna: la Befana.

Michele ha 8 anni e ha deciso di scrivere con molto anticipo a Babbo Natale per capire quali sono i regali che può chiedere per la notte del 24 dicembre e quelli che invece sarebbe meglio non chiedesse; nel fare questo si prende forse qualche libertà di troppo, esprimendo i suoi pensieri a briglia sciolta e sottolineando spesso tutte le piccole delusioni quotidiane con cui è costretto a fare i conti. Ansioso di leggere ciò che Babbo Natale risponde ad ognuna delle sue lettere, rimane puntualmente deluso dal ricevere sempre la stessa risposta e così, ad ogni nuova lettera, il suo attaccamento al babbo più amato dai bambini diminuisce…

Caro Babbo Natale, vincitore del Premio Storia di Natale 2010, pubblicato dalla casa editrice Interlinea, è un breve testo epistolare di Anna Vivarelli.
Ostinatamente incalzante e irriverente come solo i bambini sanno essere, è deliziosamente completato dal segno veloce e sicuro delle illustrazioni di Antongionata Ferrari e dall’azzeccata impostazione grafica, che unisce intenzionalmente i canoni della scrittura delle prime classi elementari e i caratteri uniformi e giustificati di una lettera prestampata. Il tenero sorriso, che nasce spontaneo leggendo le lettere di Michele, è l’ invito a far riemergere, in tempo per la festa tanto attesa, l’importanza di credere nella bellezza del Natale.

Chiara Del Tufo - Zazie news

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