Chiedimi chi sono: dal diario di viaggio di un giovane vissuto trecento anni fa

chiedimi chi sonoVigevano, XVIII secolo: Filiberto Emanuele, viziato figlio del Conte Saporiti, si accinge a partire alla volta di Palermo, dove conoscerà la baronessina Eleonora Cutrò di Camastra, sua sposa predestinata. Ad accompagnarlo, una ricca dote e una compagnia assortita di persone chiamate a gestire ogni necessità si presenti sul cammino: Dionigi, inseparabile paggio e compagno di bricconate di Filiberto; monsignor Gentini, istitutore stanco e disilluso (soprattutto sull'acquisita maturità del futuro sposo); uno speziale, un bibliotecario, un maestro d'armi e una guida esperta per le visite culturali nelle città attraversate. E a salvaguardia dell'intera comitiva, il coraggioso e fedele capitano “Scintilla” con suoi uomini a cavallo.

Ma la traversata della penisola si dimostra più avventurosa delle attese, a causa di alcuni imprevisti incontrati sul cammino, come l'assalto e il rapimento della carovana da parte dei briganti sulla via per Roma, o l'accidentale scoperta – da parte di Filiberto e Dionigi – di ricette di veleni in mezzo ai bagagli dei viaggiatori: chi mai nutre interesse ad avvelenare il giovane conte e a impedirgli di raggiungere Palermo?

Ogni viaggio si accompagna a una esplorazione e a una crescita interiori: visitando Roma, Napoli e Parma nel loro peculiare splendore, dormendo nei conventi, nelle locande o nelle squallide capanne messe a disposizione dai briganti, condividendo i momenti morti, pericolosi e divertenti con i compagni, ogni viaggiatore comprenderà cose importanti di sé e sceglierà, una volta arrivati a destinazione, di assecondare o meno il proprio destino già segnato. Di particolare rilievo è l'evoluzione del paggio Dionigi che scopre l'amore in Rosaura, figlia del capo dei briganti, e trova in sé la motivazione per emanciparsi da Filiberto e dalla sua condizione di servo per costruirsi un nuova vita assieme a lei.

Affidando la parola ai vari personaggi e mantenendo alta la tensione del racconto fino all'ultimo colpo di scena, Anna Lavatelli e Anna Vivarelli ci regalano un romanzo storico da manuale, grazie all'attenta ricostruzione dello spaccato sociale dell'Italia del Settecento e soprattutto alla scelta – rivendicata in appendice dalle stesse autrici – di dare risalto alla voce e alle ragioni dei personaggi “minori” che non trovano solitamente posto nei manuali di storia, ma che nel loro piccolo la storia l'hanno fatta.

Sara Deriu
(da LiBeR 84)

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