Chiedimi chi sono

Un grande romanzo storico, ambientato nel '700, ricco di personaggi e di colpi di scena

chiedimi_chi_sonoUn simile espediente letterario è stato usato in passato da scrittori autorevoli come il Manzoni o, più recentemente, Umberto Eco.
Ne I promessi sposi, infatti, secondo un tipico cliché della narrativa europea diffuso fra il Settecento e l’Ottocento, il narratore prende le mossa da un manoscritto anonimo del XVII secolo, che racconta la storia di Renzo e Lucia. Non sappiamo nulla dell’autore, se non che ha conosciuto da vicino i protagonisti della vicenda.
Allo stesso modo, ne Il nome della rosa, la vicenda si rifà al manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un’avventura vissuta da novizio, molti decenni addietro.

Anche Anna Lavatelli e Anna Vivarelli, due delle più significative autrici del panorama italiano della letteratura per ragazzi, raccontano che, curiosando in un mercatino dell’usato in Toscana, hanno trovato un baule pieno di libri. Uno di questi, scritto a mano, non era un romanzo, ma il diario di tale Dionigi Morselli, mercante di stoffe in Firenze, in apertura la data “Anno 1761”.

“Il libro narrava un avventuroso viaggio da Vigevano a Palermo. Un viaggio cominciato con un delitto feroce e seguito da un misterioso complotto. Un viaggio pieno di incontri inaspettati. Ma l’autore raccontava anche la sua storia d’amore. E i pensieri, i sogni e le speranze di un giovane vissuto trecento anni fa.”
La storia, che attira moltissimo le due autrici, viene così trascritta e trasformata in un romanzo: i suoi personaggi parlano nel linguaggio di oggi e a volte pensano cose che nel ‘700 non si potevano pensare, “ma – come affermano le autrici - un romanzo non ho l’obbligo di raccontare la verità. Un romanzo ha l’obbligo di farsi leggere volentieri”.
E Chiedimi chi sono. Diario di viaggio di un giovane vissuto trecento anni fa (Ed. San Paolo) si fa leggere davvero volentieri!
Nato dalla lunga e collaudata collaborazione a quattro mani, e dal comune sogno di dar vita ad un romanzo storico in cui convivessero amore e avventura, sullo sfondo del ‘700, Chiedimi chi sono contiene tutti quegli elementi che lo rendono una lettura appassionante e - perché no? - molto istruttiva.

La trama ripercorre il viaggio del contino Filiberto Saporiti, da Vigevano a Palermo, dove lo aspetta la fidanzata, Eleonora Cutò di Camastra. Lo accompagnano l’inseparabile paggio Dionigi, Monsignor Gentini, il Capitano Lucio Lombardo, insieme ai suoi valorosi uomini, e quattro altri personaggi che verranno a turno sospettati di voler ordire un complotto volto all’eliminazione, per avvelenamento, di una vittima del tutto ignara.
L’attraversamento della penisola, interrotto dalla sosta in alcune importanti città, viene portato a termine non senza difficoltà e disagi. Alla fine, però, i due giovani protagonisti non avranno trovato solo l’amore, ma anche se stessi: Filiberto accetterà il ruolo che ha avuto per nascita, mentre Dionigi scoprirà la possibilità di scegliere il proprio futuro.

L’espediente, cui abbiamo già accennato, della trascrizione della vicenda narrata in altro un testo, permette al romanzo di proporsi ai suoi lettori come documento storico reale ed affidabile. È così che tutte le informazioni contenute - dalla vita di tutti i giorni, all’organizzazione di un viaggio lungo e pericoloso; dalla descrizione delle città visitate o semplicemente attraversate, al cibo consumato; dalle bellezze artistiche, all’affermarsi di nuove teorie scientifiche basate su metodi sperimentali – vanno a comporre un affresco preciso e realistico dell’epoca in cui si svolge l’azione.
Inoltre, il ritmo incalzante degli eventi, alcuni davvero imprevedibili, come nella miglior tradizione del romanzo d’avventura, attirano l’attenzione del lettore, il quale non mancherà di immedesimarsi in uno dei personaggi, sia esso il protagonista principale, il giovane paggio Dionigi, o il nobile Filiberto, oppure una delle due fanciulle che nella vicenda hanno un ruolo tutt’altro che secondario, Rosaura, la figlia del brigante Ciatico, o la promessa sposa Eleonora, entrambe dal carattere volitivo e a tratti ribelle.
Tutti i personaggi compongono, proprio come era nelle intenzioni della autrici, una galleria di caratteri minori che vivono però di vita propria e non sono “ombre confuse in secondo piano”.
Come dimenticare, infatti, il valoroso e devoto capitano Scintilla, affezionato amico di Monsignor Gentini, punto di riferimento per la contessa Maria Filippa, ma detestato precettore del contino; il conte Pompeo Maria Saporiti, impegnato più a raccogliere piante rare e a collezionare insetti che nell’amministrazione delle sue proprietà; o gli altri viaggiatori, “mummie” come sono chiamati dai ragazzi: Fra Tommaso, lo speziale; il lungo e pallido frate bibliotecario, Toefilo Tagino; la guida, Ottoniero Ottonieri; il tronfio maestro d’armi, Coriolano Stroppani. E poi l’enigmatico Manfredi, fratello di Eleonora; il pavido Corradino, senza dimenticare naturalmente cuoche, zie, cugine, briganti e preti spretati: tutti personaggi vivaci e veri, la maggior parte dei quali esalta valori universali quali il coraggio, la fedeltà, la sincerità e la libertà.

E, come spesso accade, il tema del viaggio è anche metafora della vita stessa, del desiderio di conoscenza, incarnato da Dionigi, e di ricerca di se stessi.
Non a caso, giunti alla meta, entrambi i ragazzi scopriranno di essere cambiati e mostreranno di aver raggiunto una maturità impensabile fino a poco tempo prima.

Un ultimo cenno merita lo stile, accurato e ricco di termini specifici, suggestivo ed efficace nella descrizione dei paesaggi, preciso nel tratteggiare personaggi, tutti profondamente sentiti e vigorosamente caratterizzati, grazie, soprattutto, all’acuta sensibilità delle autrici per il mondo psicologico dei ragazzi, oltre che degli adulti.

Tutto questo in un solo romanzo, ma sarà bene non anticipare nulla di ciò ai lettori, che vi troveranno invece, più semplicemente, una bellissima storia di amicizia, resa ancora più interessante da un pizzico di mistero e da una buona dose di sentimenti amorosi.

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