Letti per voi - I fantasmi di Giulia

I fantasmi di GiuliaNon è un dramma, per Giulia Vezzosi, sensibile teenager di Torino, trasferirsi dal capoluogo piemontese a un paesino sperduto tra le colline per seguire il nuovo lavoro del padre, veterinario di animali d’al­le­va­men­to. Anzi, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, la nuova vita – più semplice ma non per questo meno piena – le piace, e molto. E anche la nuova casa, una villa in cui si respira l’aria del passato, e in cui, insieme ai membri della famiglia Vezzosi, vivono anche dei fantasmi: fantasmi di coloro che hanno vissuto tra quelle mura, e che ancora parlano, pensano e possono interagire con il mondo reale. Perfino queste presenze sono le benvenute, almeno finché tra di loro se ne insidia una malvagia, che di colpo si impadronirà di Giulia mettendo a rischio la sua stessa vita e che non abbandonerà la sua presa finché non sarà fatta luce sulla sua stessa morte. Portando in scena un tema piuttosto classico – declinato ultimamente anche al cinema da Ferzan Ozpetek nel film Magnifica presenza – Anna Vivarelli scrive un romanzo che è prima di tutto una storia di sentimenti e relazioni: se la vicenda in sé, e anche la sua risoluzione, sono piuttosto prevedibili, il pregio di questo libro è la rete che lega tra loro i diversi personaggi, davvero notevole, proprio come ci si aspetterebbe da un’autrice Premio Andersen. Da segnalare anche la bella copertina della fumettista Vanna Vinci. (P. Valentino).

Tratto da: LG Argomenti - Letti per voi

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I fantasmi di Giulia

I-fantasmi-di-GiuliaIl titolo di questo libro è molto aperto: fantasma è una parola dal significato complesso e nelle culture nazionali assume aspetti diversi dovuti a lunghe tradizioni nelle quali il medioevo ha ancora un forte peso. Nel romanzo della Vivarelli i fantasmi ci sono ma non sono determinanti, perché le vicende sono molto più complesse e anche innovative. Infatti Giulia, figlia di un veterinario, si trasferisce dalla città alla campagna per ragioni di lavoro del padre. Il primo problema è quindi l’adattamento all’ambiente.

Di solito i romanzi contemporanei affrontano il tema del trasferimento dalla campagna alla città: qui siamo al contrario. I giovani hanno molto meno difficoltà degli adulti agli ambienti del tutto nuovi e questo accade anche a Giulia che supera facilmente l’ostacolo di una vita più lenta rispetto alla quale è abituata. Le vicende si susseguono con rapidità anche nei ricordi di un passato piuttosto recente che i fantasmi amano ricordare, cercando in questo modo di chiarire situazioni ambigue che possono venire considerate accidentali e invece nascondono un delitto.
Il romanzo della Vivarelli si legge senza difficoltà e con il gusto di affrontare tematiche poco consuete. “Fra un coro e una marcetta [Giulia e la famiglia] conobbero l’intero paese. Il sindaco diede loro perfino una specie di benvenuto ufficiale. Dal momento che, oltre che essere il Primo Cittadino di Montesecco era anche l’unico idraulico promise di passare a controllare la caldaia. Il parroco, don Marcello, tenne un breve discorso sulla perfetta integrazione religiosa che vigeva a Montesecco. Quelle erano zone a prevalenza valdese, ma c’erano anche parecchi testimoni di Geova e un paio di famiglie del tutto agnostiche”. In questa pagina del romanzo si parla di Valdesi, testimoni di Geova e agnostici. È certamente vero che se anche non si conosce il significato di una parola l’interesse per le vicende non si modifica, ma la conoscenza completa di una frase è sempre opportuna nei discorsi di tutti i giorni.
Dopo averlo letto, si possono trarre emozioni diverse dal romanzo della Vivarelli, ma se qualcuno ci avrà aiutato a penetrare il significato di parole consuete ma spesso sconosciute avremo ancora una volta la certezza che non è mai inutile leggere un libro.

Roberto Denti
(da LiBeR 99)

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I fantasmi di Giulia

I-fantasmi-di-GiuliaSomiglia sempre in qualche modo ad una carezza leggere una storia ambientata in luoghi che conosci; una storia che manda fuori dalla pagina paesaggi, profumi, cibi che sanno di casa e a cui riesci a dare dei colori più vivi proprio perché sai immaginare esattamente i boschi, le strade, gli scorci di valle in cui i personaggi si muovono. Questa storia sta appesa tra le torinesi Val Chisone, Val Germanasca, Val Pellice che sono nei toponimi, nel modo di intrecciare le ceste, nella torta valdese, nei profili del Monviso e del monte Granero.

Però è una storia che potrebbe stare anche in altri luoghi, in altre valli, dove una famiglia si trasferisce a seguito del lavoro paterno – è veterinario – dalla città in una vecchia casa che viene ristrutturata poco a poco e in cui abitano altri inquilini: la soffitta è infatti abitata dai fantasmi dell’anziana coppia che visse lì anni e anni prima e da quelli di due ospiti. Il racconto intreccia dunque due piani: la vita della famiglia Vezzosi, l’ambientarsi di Giulia ed Edoardo nelle loro nuove classi, i loro nuovi amici da un lato e dall’altro il rivocare di antichi fatti e vicende da parte di chi vive in soffitta. Quando i due piani finiscono per intrecciarsi, sarà necessario fare luce su un mistero del passato per evitare che la mancanza di verità faccia danni anche nel presente.

Le letture di Biblioragazzi

 

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I fantasmi di Giulia, un bel romanzo per ragazzi

I-fantasmi-di-Giulia“I fantasmi di Giulia” (Anna Vivarelli, Il Battello a Vapore, Piemme Edizioni) racconta la storia di due famiglie e di due adolescenti, una reale e una fantasma. Le storie sono ambientate nella stessa casa ma a piani diversi e sono raccontate con stili narrativi diversi: al primo piano vivono i Vezzosi, mamma Elena papà Giorgio, Edoardo 12 anni e Giulia 16 anni, che parlano un linguaggio serio e realistico; in soffitta vivono tre anziani fantasmi, i vecchi inquilini della casa, che parlano un linguaggio ironico e surreale, a tratti comico e umoristico, e che seguono le vicende dei nuovi arrivati con molto interesse. A incrociare le loro storie si inserisce Corinna, il fantasma di una coetanea di Giulia, che è stata uccisa molti anni prima e che per solitudine e disperazione si avvicina a Giulia osservandola di continuo e cercando di godere della sua vita, quella che lei non ha potuto vivere. Si crea un legame empatico tra le due ragazze al punto che Giulia viene sopraffatta dalla infinita tristezza di Corinna diventando da vivace, allegra e dinamica, malinconica, fragile e priva di energia e di slancio vitale. Il finale compone il puzzle mettendo tutti i pezzi a posto, Giulia viene salvata dalla sua famiglia e Corinna trova pace.

Il libro, consigliato a ragazzini dagli 11 anni in su, è molto avvincente e interessante per lo stile e gli espedienti narrativi, la prosa fluida e coinvolgente e l’intreccio complesso e accattivante. Sicuramente capace di catturare l’attenzione di giovani lettori curiosi, è una lettura di valore per l’argomento trattato: Giulia è in un’età di passaggio in cui spesso si incontra un nuovo se stessi fatto anche di ombre e di immaginari dai lati oscuri, in cui crescere vuol dire attraversare un cambiamento radicale nel corpo e nella propria mente e anima. Giulia arriva al suo nuovo equilibrio psicofisico attraverso una reale e fisica trasformazione del mondo che la circonda, con il trasferimento nel paesino di mezza montagna, che comportano il doversi riambientare in una nuova casa, scuola e il doversi fare dei nuovi amici, e del suo mondo interiore, terremotato dall’incontro con il fantasma di Corinna e il suo lato oscuro, angosciato, triste.

“I fantasmi di Giulia” è un bel romanzo di formazione che descrive e trasmette bene l’età di passaggio in una storia che penso sia molto nelle corde dei ragazzi per cui è scritto: il disorientamento fisico e mentale che Giulia subisce nella sua nuova vita a Montesecco è la rappresentazione metaforica del disorientamento che tutti i ragazzi provano e sperimentano, più o meno esplicitamente, durante l’adolescenza nel difficile compito di arrivare a definire un’identità propria. Il tutto scritto in maniera divertente e molto scorrevole in una storia piena di sentimenti che sa creare la giusta tensione che spinge ad arrivare all’ultima pagina con vivida curiosità.

Sarà che anche io a sedici anni ho cambiato città, casa, amici e scuola, aggiungendo questa difficoltà a tutta la fatica dell’adolescenza, ma l’ho letto d’un fiato in due ore e questa lettura ha fatto molto bene alla sedicenne che fui oltre che a regalarmi una serata piacevole e ricca come lettrice adulta.

“I fantasmi di Giulia”, l’ultimo romanzo per ragazzi di Anna Vivarelli, l’autrice italiana di Torino, vincitrice del prestigioso premio Andersen 2010, Il Battello a Vapore, Serie Rossa, Piemme Edizioni.

Tratto da: Fattore Famiglia

 

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