I fantasmi di Giulia

I-fantasmi-di-GiuliaIl titolo di questo libro è molto aperto: fantasma è una parola dal significato complesso e nelle culture nazionali assume aspetti diversi dovuti a lunghe tradizioni nelle quali il medioevo ha ancora un forte peso. Nel romanzo della Vivarelli i fantasmi ci sono ma non sono determinanti, perché le vicende sono molto più complesse e anche innovative. Infatti Giulia, figlia di un veterinario, si trasferisce dalla città alla campagna per ragioni di lavoro del padre. Il primo problema è quindi l’adattamento all’ambiente.

Di solito i romanzi contemporanei affrontano il tema del trasferimento dalla campagna alla città: qui siamo al contrario. I giovani hanno molto meno difficoltà degli adulti agli ambienti del tutto nuovi e questo accade anche a Giulia che supera facilmente l’ostacolo di una vita più lenta rispetto alla quale è abituata. Le vicende si susseguono con rapidità anche nei ricordi di un passato piuttosto recente che i fantasmi amano ricordare, cercando in questo modo di chiarire situazioni ambigue che possono venire considerate accidentali e invece nascondono un delitto.
Il romanzo della Vivarelli si legge senza difficoltà e con il gusto di affrontare tematiche poco consuete. “Fra un coro e una marcetta [Giulia e la famiglia] conobbero l’intero paese. Il sindaco diede loro perfino una specie di benvenuto ufficiale. Dal momento che, oltre che essere il Primo Cittadino di Montesecco era anche l’unico idraulico promise di passare a controllare la caldaia. Il parroco, don Marcello, tenne un breve discorso sulla perfetta integrazione religiosa che vigeva a Montesecco. Quelle erano zone a prevalenza valdese, ma c’erano anche parecchi testimoni di Geova e un paio di famiglie del tutto agnostiche”. In questa pagina del romanzo si parla di Valdesi, testimoni di Geova e agnostici. È certamente vero che se anche non si conosce il significato di una parola l’interesse per le vicende non si modifica, ma la conoscenza completa di una frase è sempre opportuna nei discorsi di tutti i giorni.
Dopo averlo letto, si possono trarre emozioni diverse dal romanzo della Vivarelli, ma se qualcuno ci avrà aiutato a penetrare il significato di parole consuete ma spesso sconosciute avremo ancora una volta la certezza che non è mai inutile leggere un libro.

Roberto Denti
(da LiBeR 99)

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