Leggere. Un gioco da ragazzi.

leggere e un gioco da ragazziUn lettore è una persona che non sa immaginare la propria vita senza libri. Per un lettore i libri fanno parte del paesaggio: una vita senza libri gli sembrerebbe strana quanto una città senza case o un bosco senza alberi.

Con queste parole Guido Quarzo e Anna Vivarelli hanno iniziato la premessa di Leggere. Un gioco da ragazzi. Di libri sulla lettura, e sulla lettura e i bambini, ne esistono un’infinità, ora mi limito a citare I bambini leggono e Le fiabe sono vere. Note su storie e libri non soltanto per bambini di Roberto Denti, fondatore nel 1972 della Libreria dei ragazzi, e Il drago come realtà di Silvana De Mari, anche se quest’ultimo si concentra sulla narrativa fantastica. Serve davvero un altro libro così?

Vista la scarsa percentuale di lettori in Italia mi sa che serve qualsiasi cosa che sia in grado di aiutarci a riflettere un po’ sulla lettura, e magari fornirci qualche spunto su cosa fare o su come farlo. Quarzo, di cui ho trovato questa scheda http://www.adottalautore.it/index.php?id=19070, e Vivarelli, il cui sito mi sembra molto bello https://www.annavivarelli.it/, scrivono da parecchi anni. Le loro sono riflessioni nate dalla passione per quello che fanno e da una conoscenza diretta sull’argomento. Non per nulla sulla copertina del libretto – 63 pagine in tutto – compare la scritta Un manifesto dell’amore per la lettura. Io certo non so immaginare la mia vita senza libri, avete visto anche voi quanti ne commento e se avete letto gli articoli giusti avete potuto anche dare una sbirciata alla principale libreria di casa mia, anche se le foto che ho pubblicato ormai sono un po’ datate.

Amore per la lettura, perchéstiamo parlando di libri di narrativa, non di testi scolastici o manuali: questi hanno uno scopo preciso, e non c’è nulla di misterioso nelle ragioni per cui un ragazzino legge un’antologia o suo padre consulta una guida turistica. Ma c’è invece qualcosa di magico e atavico nel leggere avidamente un romanzo ambientato nell’antica Roma, o una storia romantica che si svolge nell’Inghilterra dell’Ottocento, o la vicenda di un guerriero masai che abbandona il suo villaggio, o un fantasy con gli elfi, gli orchi e complicatissimi intrecci collocati in un mondo che non esiste: noi siamo fatti di storie.

Le storie ci riguardano: ognuno di noi è una storia, e attraverso la narrazione, giorno dopo giorno, ci riconosciamo e costruiamo la nostra identità. Le storie ci permettono di confrontarci con noi stessi e con gli altri, di vivere vite diverse, di costruire pensieri nuovi e magari di mettere un po’ di ordine nelle nostre idee e nel caos dell’esistenza.

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Leggere. Un gioco da ragazzi. - testefiorite

leggere e un gioco da ragazziDa qualche mese sto lavorando ad un saggio dedicato alle peculiarità della letteratura per l'infanzia e a come esse vengono accolte dalla critica letteraria e dalle varie teorie letterarie...è una tematica di un qualche interesse che sta facendo emergere vari spunti e problematiche...oggi ve ne propongo una sulla scia di un libricino interessante che Anna Vivarelli e Guido Quarzo hanno appena scritto a quattro mani per Salani: Leggere. Un gioco da ragazzi.
Il tema dell'importanza della lettura va di pari passo con quello della promozione della lettura o, come molto meglio dicono gli autori, della FORMAZIONE DEL LETTORE.

Dopo anni di progetto e attività di promozione della lettura il nostro Paese non ha registrato alcun miglioramento rispetto alla natura di non lettori dei nostri concittadini, ben strano caso non vi pare? Qualche domanda ce la si dovrà pur porre e chi è del mestiere se la sta ponendo in maniera interessante e credo anche fruttuosa, tentando qualche risposta, magari...

Il nodo della questione, mi pare, si possa individuare nel dato, volontario o involontario che sia, che i libri per bambini e ragazzi, la letteratura per l'infanzia come generalmente la si definisce, è inesorabilmente, forzatamente, azzavorrata da un preconcetto didatticistico, pedagogico. I libri per bambini, il modo di leggerli, il modo di scriverli, persino talvolta il modo in cui essi vengono pubblicati, troppo - ma davvero TROPPO -  spesso devono mediare un messaggio, devono insegnare ai bambini qualcosa. E, peggio ancora, questo qualcosa, deve essere indagato, sezionato, e rimaneggiato in forme che NULLA hanno a che fare con il PIACERE DELLA LETTURA  e con la GRATUITA' DELLA LETTURA.
Continuiamo a far fare schede di lettura a bambini e ragazzi, per essere sicuri che abbiamo ben inteso....quando quelli che non hanno inteso assolutamente nulla siamo noi!

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Leggere. Un gioco da ragazzi. illibraio.it

leggere e un gioco da ragazziLeggere stimola la fantasia e la riflessione, aiuta a rilassarsi e a vincere la solitudine, sviluppa l’empatia e il senso critico. Eppure in Italia i lettori, sia giovani sia adulti, sono pochi, una specie di setta in cui sembra sia difficile entrare. La passione per i libri è come un contagio, che può avvenire solo se favorito dalla società. Ma quali sono gli ostacoli che un giovane lettore può incontrare sulla sua strada? In che modo la società può diffondere il suo ‘contagio’? E perché poi dovrebbe farlo? In un periodo di grande attenzione verso l’intero sistema educativo in Italia, due grandi autori di letteratura per l’infanzia, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, propongono interessanti e utili consigli per invogliare i ragazzi a leggere, nonostante le mille distrazioni e i messaggi a volte fuorvianti della società. «Le storie contenute nei libri sono i fili della nostra esistenza: ci legano a chi ci vive accanto, a chi è vissuto prima di noi, a chi verrà dopo. Sono i fili che ci legano anche a noi stessi, a come siamo stati e a come immaginiamo il nostro futuro». «Possiamo cercare di scoprire i nodi e i fili nascosti che tengono insieme una storia, dall’inizio al finale, senza tuttavia ridurla a esercizio scolastico. Perché ogni racconto è anche un inganno che l’autore propone, quasi un gioco pensato per catturare il lettore e legarlo alla ragnatela nascosta che corre tra le parole. Parole al servizio di una trama segreta. Così ogni lettura è in un certo senso un’avventura».

illibraio.it

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Leggere. Un gioco da ragazzi. Cosimo Rodia

leggere e un gioco da ragazziA parlare in Leggere – Un gioco da ragazzi sono due filatori che intrecciano sapientemente il filo per informare, far ragionare, responsabilizzare il mondo degli adulti sulla questione della lettura, tema tanto dibattuto negli ultimi anni.
Gli Autori, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, è come se conversassero ad alta voce, tessendo punto di vista interno, al lavoro di scrittura, e punto di vista esterno, sulle modalità che favorirebbero la lettura.
Partendo dal presupposto che viviamo immersi nelle narrazioni, e che esse sono importanti perché esemplificano una condizione umana, gli Autori mettono in chiaro i meccanismi attraverso cui, da narratori, discriminano una storia, la iniziano, la concludono, siglando un patto con il lettore, nel dare coerenza, tempo e luogo ad un’idea prima persa nell’indistinto mare magnum delle possibilità, passando dal disordine all’ordine.
Naturalmente gli Autori ci ricordano che un racconto per piacere ai ragazzi deve almeno contenere due variabili: la letterarietà e l’assenza di didascalismo, perché i valori sono insiti nell’azione.
Col punto di vista esterno, Quarzo e Vivarelli ribadiscono i diritti del lettore (alla Pennac) e le modalità che potrebbero creare un’educazione alla lettura, di cui se ne sente il bisogno almeno per due motivi. Primo: essendo fatti di storie, ognuno deve cercare la propria in modo da riconoscere le proprie paure o i propri desideri e proiettarli nel personaggio in cui immedesimarsi. Un’esperienza che Rita D’Amelio avrebbe definito “vicaria”, che aiuta il processo di formazione della personalità e fa comprendere principalmente la varietà del genere umano. Secondo: posta l’importanza della lettura di storie, serve una politica che sviluppi il bisogno autonomo di leggere; una serie di strategie che dovrebbero coinvolgere le scuole, le famiglie, le biblioteche. Oggi sarebbe un lavoro facilitato per il fatto di contare su una letteratura per ragazzi specializzata, capace di intercettare temi, linguaggi, ambientazioni, dinamiche dei giovani d’oggi; e per la presenza, inoltre, di riviste specializzate o di studiosi che filtrano le proposte, aiutando nella scelta i ragazzi ed evitando che cadano nelle loro mani libri o troppo semplici o troppo difficili.
È perentorio l’avviso ai naviganti dei famosi scrittori piemontesi: l’adulto quando deve suggerire un romanzo lo deve aver letto e deve aver misurato oltre alla letterarietà anche la leggerezza, riconoscendo il genere adeguato alle aspettative del piccolo lettore.
Queste e tante altre suggestioni sono rintracciabili in Leggere – Un gioco da ragazzi che va letto da educatori, genitori, docenti per avviare delle riflessioni che portino a discriminare delle strade possibili nel creare la consuetudine di leggere.  
Cosimo Rodia

inondazioni.it

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