Leggere. Un gioco da ragazzi. Cosimo Rodia

leggere e un gioco da ragazziA parlare in Leggere – Un gioco da ragazzi sono due filatori che intrecciano sapientemente il filo per informare, far ragionare, responsabilizzare il mondo degli adulti sulla questione della lettura, tema tanto dibattuto negli ultimi anni.
Gli Autori, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, è come se conversassero ad alta voce, tessendo punto di vista interno, al lavoro di scrittura, e punto di vista esterno, sulle modalità che favorirebbero la lettura.
Partendo dal presupposto che viviamo immersi nelle narrazioni, e che esse sono importanti perché esemplificano una condizione umana, gli Autori mettono in chiaro i meccanismi attraverso cui, da narratori, discriminano una storia, la iniziano, la concludono, siglando un patto con il lettore, nel dare coerenza, tempo e luogo ad un’idea prima persa nell’indistinto mare magnum delle possibilità, passando dal disordine all’ordine.
Naturalmente gli Autori ci ricordano che un racconto per piacere ai ragazzi deve almeno contenere due variabili: la letterarietà e l’assenza di didascalismo, perché i valori sono insiti nell’azione.
Col punto di vista esterno, Quarzo e Vivarelli ribadiscono i diritti del lettore (alla Pennac) e le modalità che potrebbero creare un’educazione alla lettura, di cui se ne sente il bisogno almeno per due motivi. Primo: essendo fatti di storie, ognuno deve cercare la propria in modo da riconoscere le proprie paure o i propri desideri e proiettarli nel personaggio in cui immedesimarsi. Un’esperienza che Rita D’Amelio avrebbe definito “vicaria”, che aiuta il processo di formazione della personalità e fa comprendere principalmente la varietà del genere umano. Secondo: posta l’importanza della lettura di storie, serve una politica che sviluppi il bisogno autonomo di leggere; una serie di strategie che dovrebbero coinvolgere le scuole, le famiglie, le biblioteche. Oggi sarebbe un lavoro facilitato per il fatto di contare su una letteratura per ragazzi specializzata, capace di intercettare temi, linguaggi, ambientazioni, dinamiche dei giovani d’oggi; e per la presenza, inoltre, di riviste specializzate o di studiosi che filtrano le proposte, aiutando nella scelta i ragazzi ed evitando che cadano nelle loro mani libri o troppo semplici o troppo difficili.
È perentorio l’avviso ai naviganti dei famosi scrittori piemontesi: l’adulto quando deve suggerire un romanzo lo deve aver letto e deve aver misurato oltre alla letterarietà anche la leggerezza, riconoscendo il genere adeguato alle aspettative del piccolo lettore.
Queste e tante altre suggestioni sono rintracciabili in Leggere – Un gioco da ragazzi che va letto da educatori, genitori, docenti per avviare delle riflessioni che portino a discriminare delle strade possibili nel creare la consuetudine di leggere.  
Cosimo Rodia

inondazioni.it

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