Odio il Piccolo Principe - Barbara Balduzzi

odio il piccolo principepVenezia. Lorenzo è figlio di due professori piuttosto rigidi, frequenta la scuola superiore ma non se la cava molto bene ed è un tipo piuttosto solitario. Non socializza facilmente, fatica ad integrarsi in un gruppo, non ha molto amici tranne Pietro, che vive le sue stesse difficoltà e dunque pare più che altro un’amicizia necessaria ed obbligata per entrambi.Un giorno di pioggia finisce quasi per caso in una biblioteca e lì conosce Maurizio, il giovane bibliotecario, e inizia a leggere, scoprendo di non essere il solo al mondo ad avere certi problemi. I suoi genitori, apparentemente perfetti e freddi, lo mandano anche da una psichiatra, ma la situazione non migliora. Fino al giorno in cui gli rivelano di averlo adottato e a quel punto la situazione familiare diventa insostenibile. Il rapporto coi genitori adottivi si fa sempre più teso, a scuola le cose peggiorano e così viene spedito a Torino dalla nonna materna, che lui in realtà ha incontrato solo un paio di volte. Conoscerà diverse persone, verrà a scoprire alcune verità sconvolgenti sulla sua famiglia e, soprattutto, imparerà a perdonare...

Anna Vivarelli - autrice di diversi libri per bambini e ragazzi, di cui molti sulla “famiglia”, ha vinto il Premio Andersen nel 2010 come miglior scrittore - parte dalla condizione di “adottato” di Lorenzo per raccontare in realtà molto altro di questo giovane adolescente in crisi di identità. Un romanzo intenso e molto ricco di umanità; i personaggi della storia sono tanti e i principali sono tratteggiati con grande dettaglio e finezza psicologica. Tutti in qualche modo legati alla figura del protagonista principale, lo aiuteranno ad essere forse meno egoista e a saper cogliere le opportunità che la vita gli offre. Si parla molto anche di libri e di lettura nel libro, e del potere che questi possono avere anche su un ragazzo come Lorenzo perché, se qualcuno ci aiuta a trovarla, in una storia può esserci la nostra storia, e questo non può far altro che aiutarci. Il libro fa parte della “serie rossa 11+” della collana Il Battello a Vapore con una copertina in brossura illustrata da Federico Maggioni. Forse un romanzo di tale spessore andrebbe pubblicato al di fuori di serie e collane che, per quanto spesso vengano incontro alle esigenze dei lettori della fascia specifica a cui si riferiscono, non sempre attraggono anche un pubblico più maturo, non soltanto dal punto di vista anagrafico, quanto piuttosto dal punto di vista della lettura.

Barbara Balduzzi

da: ilmangialibri.it

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Odio il Piccolo Principe - Cosimo Rodia

odio il piccolo principepOdio il Piccolo Principe di Anna Vivarelli si apre in medias res. Lorenzo, un adolescente veneziano, apprende di essere stato adottato; la frustrazione lo spinge a pensare che le eccessive preoccupazioni dei genitori scaturiscano dal non essere figlio biologico. Di fronte agli atteggiamenti del ragazzo, i genitori decidono di responsabilizzarlo e mandarlo a bottega da un “mascarer” e, a conclusione della scuola, dalla nonna a Torino.
Nella città piemontese Lorenzo lavora e conosce gli amici della nonna, tra cui Janica di cui rimane attratto. Nel frattempo pensa ad un piano di fuga per cercare il vero padre; ma tra i propositi e la realtà passa l’abisso, così quando lo realizza, dura pochissimo. Torna dalla nonna, che l’attende per un chiarimento forte; la vecchina gli svela che la sua mamma non biologica è stata adottata, che il “mascarer” veneziano in realtà è stato suo marito, col quale la mamma ha litigato per aver dubitato che amasse il figlio adottato.
A completare il ravvedimento di Lorenzo, giunge la storia di Janica che rimasta orfana, vive nella indigenza, con la prospettiva di tornare in Moldavia; così Lorenzo comprende di essere stato fortunato ad avere due genitori che l’hanno amato; telefona alla madre per scusarsi e per proporre di adottare anche Janica.
Anna Vivarelli si è cimentata in più occasioni su questioni delicate, ma con questo romanzo si è superata sia per la pregnanza del tema, sia per il modo in cui ha presentato il sentimento del protagonista; il lettore, infatti, si trova davanti un ragazzo mimetico, che cambia plasticamente nel corso dei capitoli; Lorenzo dal disagio e dalla aggressività passa alla consapevolezza e al riconoscimento del dono affettivo.

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Odio il Piccolo Principe - insiemeamammaepapa.com

odio il piccolo principepQuando i genitori gli comunicano di averlo adottato, a Lorenzo cade il mondo addosso. Gli sembra di aver sempre vissuto nella falsità, si sente ingannato e non riesce a guardare in faccia quelli che hanno finto di essere la sua famiglia. Chiuso ormai in se stesso, allontanarsi un po' da casa sembra essere la soluzione migliore. La vita con la strana nonna di Torino e con il suo mondo frivolo lo aiuteranno a mettere ordine nella sua vita e a ricredersi su tutto e tutti.

Perché leggerlo?

Lorenzo lo odia davvero il Piccolo Principe, così saccente e senza logica, che si accontenta di spiegazioni senza senso sull'esistenza. La sua vita, invece, monotona e sicura viene sconvolta dalla notizia dell'essere adottato: tutto sembra disgregarsi, le poche convinzioni messe in dubbio, un gigantesco vuoto sembra aprirsi sotto ai suoi piedi. Ma un allontanamento da casa - unito al potere salvifico dei libri al cui interno si nascondono tante verità - gli farà scoprire tanti segreti sulla sua famiglia, permettendogli di crescere e di uscire dall'egocentrismo tipico dell'infanzia. Immedesimarsi nel dolore e nella vita dell'altro aiuteranno Lorenzo a ritrovare se stesso e a comprendere il meraviglioso gesto compiuto dai suoi "genitori".

Un libro bellissimo che tratta un tema spinoso come quello dell'adozione ma che spiega agli adolescenti che crescere non è facile, e che fare i genitori non è così semplice come sembra.

www.insiemeamammaepapa.com

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Odio il Piccolo Principe - Librai, ragazzi e libri

odio il piccolo principepL'amore di raccontare storie di Anna Vivarelli è evidente anche in questa sua ultima fatica, pensata, ragionata, che ha avuto un'incubazione molto lunga ed uno studio attento delle reali situazioni di cui rende protagonista Lorenzo, un ragazzino veneziano di 15 anni, che scopre di essere stato adottato. Il mondo gli crolla addosso, non riconosce più i suoi genitori come tali, si sente tradito e perseguitato dalle bugie, si chiude a riccio e taglia tutto il mondo fuori perché lui non se ne sente più parte. In viaggio dalla nonna, personaggio che ricorda per herti aspetti la famosa Zia Mame, un lavoro, una nuova amicizia aiuteranno Lorenzo a capire, ad accettare ad aprire il suo cuore all'amore... di nuovo. Per i temi, il linguaggio, l'età stessa del protagonista è un libro adatto a ragazzi dai 13 anni in su e non dagli 11 come suggerisce l'nserimento nella Serie rossa del Battello a Vapore.

Librai, ragazzi e libri

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Odio il Piccolo Principe - Grazia Gotti

odio il piccolo principeMi piace molto Anna Vivarelli, premio Andersen 2010. Non ho letto tutti i suoi libri, e me ne dispiaccio davvero. Scrive molto bene e ha una riconoscibile, ricca e matura cultura. Dopo averla letta in questo weekend, il romanzo e il piccolo libro sul leggere, scritto con Guido Quarzo, penso che abbia una statura notevole. Cosa mi piace principalmente? La sua italianità, l'eco della letteratura italiana, i luoghi, la lingua. Odio il Piccolo Principe è perfetto per essere amato dal mondo intero. Non è un romanzo a tema (bella la puntualizzazione e la citazione di Gianni Celati nel libretto Salani) è un romanzo, è letteratura. Non riesco a non pensare a un altro scrittore italiano, Andrea Molesini, letto anche all'estero. Ciò che non mi piace di Odio il Piccolo Principe è il suo aspetto di libro senza importanza. Questo romanzo merita la cartonatura, la sovracoperta, una grandiosa copertina e un prezzo adeguato. Merita di essere regalato per un'occasione importante, merita di essere recensito da critici all'altezza, e merita di essere notato dagli editori stranieri. Merita anche di diventare cinema.


Ci sono due città, Venezia e Torino, entrambe potenti per lo schermo e città  fortemente letterarie. Ci sono i libri protagonisti, ci sono tanti personaggi, tutti splendidamente raccontati. C'è un funerale che commuove, come è giusto che sia, c'è tanta umanità. Grazie Anna!

Grazia Gotti


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