Senza nulla in cambio

senza_nulla_in_cambioUn gusto forte e dolce e una meravigliosa sensazione di appagamento: stiamo parlando dello zabaione che Francesco assaggia per la prima volta nella capitale sabauda, ma gli stessi aggettivi si prestano a descrivere le caratteristiche dell’ultimo libro di Anna Lavatelli e Anna Vivarelli. Una storia scritta a quattro mani, ultimo frutto di una collaborazione iniziata da diversi anni e che ha dato alle autrici grandi soddisfazioni.
Dopo il successo di Chiedimi chi sono, pubblicato sempre da San Paolo nel febbraio dello scorso anno - che narrava la storia di un viaggio attraverso l’Italia del 1700 compiuto dal paggio Dionigi, un ragazzo intelligente e curioso che si emancipa dalla condizione di servo e diventa mercante di tessuti -, le due colleghe piemontesi hanno scelto di proseguire il racconto della famiglia Morselli.

Si tratta di nuovo di un romanzo storico, in cui, sulle orme manzoniane, ritroviamo personaggi realmente esistiti accanto ad altri nati dalla fantasia. Sullo sfondo di un’Italia alle prese con i primi moti risorgimentali del 1821, ritroviamo lo stesso Dionigi in là con gli anni, nonno di due nipoti ribelli e combattivi, Francesco e Jacopo. Il romanzo si apre con la scoperta da parte di Francesco che il fratello, che lui credeva morto, è stato in realtà cacciato di casa dal padre Lucio dieci anni prima, a causa di una sua relazione adulterina e dell’adesione inaccettabile agli ideali carbonari. Con l’aiuto del nonno, che ancora una volta dimostra la sua saggezza e il suo anticonformismo, Francesco aiuta il fratello a reinserirsi nella famiglia, riappacificandosi con il padre. Come nel precedente romanzo, anche qui le autrici si sono attenute alla formula del building romance, facendo sì che il ragazzo insicuro e capriccioso con cui si apre la vicenda giunga infine a una crescita interiore.
Innamoratosi di Eugenia, una ragazza spregiudicata e volitiva, Francesco riesce a ottenere dal padre il permesso di lasciare per qualche tempo e trasferirsi nella capitale sabauda, dove lei risiede. Non solo affinerà l’arte del commercio di tessuti, ma entrando a contatto con la Torino rivoluzionaria e studentesca del tempo (ritratta con straordinaria precisione storica e topografica), maturerà esperienze di vita che lo faranno diventare un uomo. Unendo con maestria la competenza linguistica dell’una e la galoppante fantasia dell’altra, le autrici hanno dato vita a un’opera in cui si mescolano tutti gli ingredienti del romanticismo italiano: amore, passione e patriottismo. Un romanzo di qualità, pieno di energia e molto coinvolgente.

 

Martina Sala

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