Tutta colpa di un cane

tutta_colpa_di_un_caneTerza media, lei Amelia è una intelligentona, grassa e davvero poco simpatica. Lui Umberto è bello, simpatico ma… non è un genio. Una scuola come tante, due ragazzi come tanti, con una bella etichetta appiccicata addosso. Nessuno si preoccupa di guardare oltre le apparenze, basta leggere quello che si vede. Così tutti evitano Amelia e tutti cercano Umberto.

La classe poi non è un gruppo compatto e solidale, e i professori decidono che i ragazzi devono imparare a stare insieme, devono collaborare, e chi finisce nello stesso banco? Proprio Amelia e Umberto. E sono scintille. Il fallimento è così evidente che in capo a pochi giorni possono già smettere di socializzare, ma non di insultarsi ogni volta che si incrociano. Però qualcosa è cambiato, Umberto è sempre più incantato dalla treccia nera di Amelia, così bella che sembra di velluto e Amelia è afflitta da improvvise malinconie. Ma una mattina qualcosa comincia in modo storto, la cartella non è pronta, non trova un libro, non fa colazione, è tardi, corre a scuola e soprattutto non vede la macchina che sta arrivando. Amelia attentaaaa!
Voci concitate, la sirena dell’ambulanza, un dolore insopportabile e Amelia finisce in ospedale con due gambe ingessate e il solito carattere perfido. Con la prospettiva di lunghi mesi di fatica, di dolorosa riabilitazione, di dieta rigorosa e di tanti giorni difficili e bui. Senza svelare troppo, è facile immaginare che, tra baruffe e riappacificazioni, i due ragazzi riusciranno a mostrare, a poco a poco, la parte migliore di sé e a stringere una bella amicizia, complice senza dubbio anche l’arrivo di Guglielmo. Guglielmo chi? Quello del titolo del libro.

Una piacevole lettura a partire da 9/10 anni.

-Lo sai perché ci hanno messi insieme?- chiese Amelia con gli occhi cattivi.
-Credo… per ordine alfabetico.
-Quale ordine alfabetico? (…) Io mi chiamo Depisi e tu ti chiami Masenti. (…) Cosa centra l’alfabeto?
Umberto stava cominciando a riflettere sulla domanda, ma Amelia lo zittì. – Te lo dico io perché ci hanno messi in coppia: perché io sono intelligente e tu no! (…)
Umberto scattò:- O magari perché io sono carino e tu no! Pensava che quella cattiveria l’avrebbe colpita come un pugno, ma si sbagliava.
-Oh, certo, magari anche per quello. Io grassa e tu bello. Io intelligente e tu scemo. Resta il fatto che io e te non potremmo mai, e dico MAI diventare amici.

Paola Bertolino

www.fuorilegge.org

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